Nutrizione oncologica Vibo Valentia

Nutrizione Oncologica a Vibo Valentia: percorsi alimentari personalizzati a supporto delle terapie.

Sono la Dott.ssa Valentina Scalise, biologa nutrizionista e Dottore di Ricerca in Fisiopatologia Clinica. Da anni affianco persone in trattamento oncologico e i loro familiari, lavorando fianco a fianco con oncologi e medici di medicina generale. Se cerca un percorso di nutrizione oncologica a Vibo Valentia, in questa pagina le racconto come si svolge concretamente il lavoro che facciamo insieme: dalla prima valutazione dello stato nutrizionale fino al follow-up dopo la conclusione delle terapie.

Perché lo stato nutrizionale va valutato subito, non quando si è già perso peso

Una parte consistente dei pazienti oncologici arriva alla diagnosi avendo già perso peso senza volerlo. Non è un dettaglio: la perdita di massa muscolare riduce la tolleranza ai trattamenti, aumenta il rischio di interruzioni o riduzioni di dose e incide sulla prognosi. Per questo nella mia pratica la valutazione nutrizionale non aspetta che compaiano i problemi: idealmente inizia insieme alle terapie, o ancora prima, in fase di preparazione a un intervento chirurgico. Nel mio studio utilizzo strumenti di screening validati a livello internazionale  ( MUST, MNA, EAT-10) e l’analisi bioimpedenziometrica (BIVA), un esame rapido e non invasivo che misura la composizione corporea: massa muscolare, massa grassa, stato di idratazione e angolo di fase. Ripetuta nel tempo, la BIVA mi permette di vedere ciò che la bilancia non mostra — ad esempio una perdita di muscolo mascherata da ritenzione di liquidi — e di correggere il piano alimentare prima che il quadro peggiori.

Come si svolge il percorso, passo dopo passo

La prima visita

Dedico alla prima visita il tempo necessario per conoscere la storia clinica, le terapie in corso, gli esami ematochimici e le abitudini alimentari della persona che ho davanti. Eseguo la valutazione antropometrica e la bioimpedenziometria, e da lì costruisco il punto di partenza. Nessun piano è standard: un paziente in chemioterapia con nausea e sazietà precoce ha esigenze opposte rispetto a chi è in follow-up e vuole lavorare sulla prevenzione delle recidive.

Il piano alimentare personalizzato

Il piano tiene conto del tipo di neoplasia, della fase di trattamento, dei farmaci assunti e degli effetti collaterali presenti. Lavoro con un’impronta mediterranea e antinfiammatoria, costruita sugli alimenti di stagione del nostro territorio: quello che si trova davvero nei mercati e negli orti tra Vibo, Pizzo, Tropea e le Serre, non liste teoriche di cibi introvabili. Un piano che la persona riesce a seguire vale più di un piano perfetto sulla carta.

La gestione degli effetti collaterali delle terapie

Gran parte del lavoro quotidiano riguarda i sintomi che chemioterapia, radioterapia e terapie a bersaglio molecolare portano con sé. Per ciascuno esistono strategie alimentari concrete:

  • inappetenza e sazietà precoce: pasti piccoli e frequenti, a maggiore densità calorica e proteica;
  • nausea e alterazioni del gusto: scelta delle temperature, delle consistenze e dei condimenti più tollerati;
  • mucositi e difficoltà di deglutizione: adattamento progressivo delle texture, senza rinunciare ai nutrienti;
  • stipsi o diarrea: modulazione delle fibre e dell’idratazione in base all’alvo;
  • fatigue e perdita di massa muscolare: apporto proteico adeguato, distribuito correttamente nella giornata.

Monitoraggio e raccordo con l'oncologo

I controlli periodici servono a verificare con dati oggettivi — peso, composizione corporea, esami — che la strategia stia funzionando, e a modificarla quando le terapie cambiano. Quando il quadro lo richiede, preparo una relazione scritta per l’oncologo o il medico curante: la nutrizione oncologica funziona se è parte di una presa in carico condivisa, non un percorso parallelo. Lo stesso vale per gli integratori: ogni supplemento va valutato rispetto alle terapie in corso, perché alcune sostanze apparentemente innocue possono interferire con i farmaci oncologici.

Dopo le terapie: il follow-up nutrizionale

Il percorso non si chiude con l’ultima seduta di trattamento. Nel follow-up lavoriamo sul recupero della massa muscolare, sulla normalizzazione del peso e su un’alimentazione che riduca il rischio cardiometabolico e sostenga la prevenzione delle recidive, secondo le raccomandazioni delle principali società scientifiche di nutrizione clinica e oncologia. È spesso la fase in cui i pazienti riscoprono un rapporto sereno con il cibo, dopo mesi in cui mangiare era diventato una fatica.

Dove ricevo i pazienti di Vibo Valentia e provincia

Ricevo nel mio studio di Lamezia Terme, in Via Guglielmo Marconi 145, raggiungibile in circa mezz’ora dall’area di Vibo Valentia tramite l’A2, con uscita Lamezia Terme. Molti dei miei pazienti arrivano da Vibo, Pizzo, Mileto, Tropea e dai comuni delle Serre: per chi affronta cicli di terapia, organizzo i controlli concordando gli appuntamenti in modo da farli coincidere, quando possibile, con gli spostamenti già previsti per le cure. Tra una visita e l’altra, il diario alimentare si compila comodamente dall’app dedicata, così al controllo successivo arriviamo con un quadro già completo.

Domande frequenti

Il prima possibile, idealmente alla diagnosi o all’avvio delle terapie. Intervenire precocemente è molto più efficace che recuperare una malnutrizione già instaurata.

No, al contrario: è proprio durante i cicli che il supporto nutrizionale dà il contributo maggiore, aiutando a tollerare meglio i trattamenti e a non interromperli.

Solo dopo una valutazione delle possibili interazioni con i farmaci in corso, sempre in raccordo con l’oncologo. È uno degli aspetti a cui dedico più attenzione.

La documentazione clinica recente: esami ematochimici, referti, elenco dei farmaci e degli eventuali integratori assunti. Se c’è una relazione dell’oncologo, è utile averla con sé.

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